Tutte le guide

Come Richiedere il Congedo Parentale

3 febbraio 202616 minFonti ufficiali verificate

Introduzione

Benvenuti in quella che, senza mezzi termini, abbiamo progettato per essere la guida definitiva su uno dei temi più sentiti, discussi e, talvolta, burocraticamente temuti dai neo-genitori italiani: il congedo parentale.

Diventare genitori è un’esperienza che stravolge la vita, carica di emozioni ma anche di sfide logistiche non indifferenti. In Italia, la normativa si è evoluta notevolmente negli ultimi anni, cercando di venire incontro alle esigenze di conciliazione tra vita professionale e vita privata (il celebre work-life balance). Eppure, orientarsi tra portali INPS, scadenze, percentuali di indennizzo e differenze tra maternità facoltativa e paternità facoltativa può far venire il mal di testa anche al genitore più organizzato.

Perché questo argomento è così cruciale? Perché conoscere i propri diritti non significa solo avere più tempo da passare con i propri figli nei loro primi, preziosissimi anni di vita, ma significa anche gestire in modo intelligente l'economia familiare. Sapevi, ad esempio, che con la Legge di Bilancio 2024 e le successive proiezioni per il 2025-2026, l'indennità parentale per i primi mesi è stata significativamente alzata rispetto al passato?

Secondo i dati ISTAT più recenti, la fruizione del congedo parentale è in crescita costante, specialmente tra i padri, segno che la cultura della genitorialità condivisa sta finalmente mettendo radici anche nel nostro Paese. Tuttavia, una percentuale significativa di aventi diritto non ne usufruisce appieno semplicemente per mancanza di informazioni chiare o per timore delle lungaggini burocratiche.

In questa guida esploreremo ogni singolo meandro della normativa. Vedremo chi può richiederlo, quanto tempo spetta a mamma e papà, come fare domanda online passo dopo passo e, soprattutto, come massimizzare l'aspetto economico grazie alle nuove aliquote. Che tu sia un lavoratore dipendente, un autonomo o un professionista iscritto alla Gestione Separata, qui troverai tutto ciò che ti serve.


Cos'è il Congedo Parentale e Perché è Importante

Il congedo parentale, spesso ancora chiamato nel gergo comune maternità facoltativa o paternità facoltativa, è un periodo di astensione dal lavoro, di carattere volontario, che spetta ai genitori per prendersi cura del bambino nei suoi primi anni di vita e per soddisfare i suoi bisogni affettivi e relazionali.

A differenza del congedo di maternità obbligatorio (che è un diritto indisponibile e imposto per legge a tutela della salute della madre e del neonato), il congedo parentale è una scelta. Rappresenta la libertà del genitore di decidere quando e come assentarsi dal lavoro, entro limiti prestabiliti, per essere presente nelle fasi della crescita del figlio.

A cosa serve nella vita quotidiana?

La funzione del congedo parentale va ben oltre il semplice "stare a casa". Serve a:

  1. Coprire le emergenze: L'inserimento all'asilo nido, le prime malattie, o semplicemente la necessità di gestire una routine familiare complessa.
  2. Favorire il legame affettivo: Permette a entrambi i genitori di instaurare un rapporto profondo con il bambino, non limitato solo alle ore serali o ai weekend.
  3. Sostenere la parità di genere: Attraverso la paternità facoltativa, anche i padri possono (e devono) assumere un ruolo primario nella cura dei figli, riducendo il carico che storicamente gravava quasi esclusivamente sulle madri.

Chi ne ha bisogno?

Ne hanno bisogno tutti i lavoratori che vogliono vivere attivamente la crescita dei figli senza perdere il posto di lavoro. La legge tutela infatti la stabilità contrattuale: durante il congedo parentale, il lavoratore ha diritto alla conservazione del posto e non può essere discriminato per aver esercitato questo diritto.

È fondamentale distinguere tra:

  • Diritto all'assenza: La possibilità di non andare al lavoro (garantita fino ai 12 anni del bambino).
  • Diritto all'indennità: La ricezione di una somma di denaro dall'INPS (o dal datore di lavoro) come parziale compensazione dello stipendio perso.

Requisiti e Documenti Necessari

Prima di cliccare sul tasto "Invia" nel portale dell'INPS, è fondamentale assicurarsi di avere tutti i requisiti in regola e la documentazione pronta sul desktop. Non c'è nulla di più frustrante che vedersi respinta una domanda per un errore formale o un documento mancante.

Chi può richiedere il congedo parentale?

Il congedo spetta a quasi tutte le categorie di lavoratori, ma con regole leggermente diverse:

  • Lavoratori dipendenti del settore privato: Hanno il diritto più ampio e strutturato.
  • Lavoratori dipendenti del settore pubblico: Seguono regole simili al privato, spesso migliorate dai Contratti Collettivi Nazionali (CCNL) di categoria.
  • Lavoratori autonomi (Artigiani, Commercianti, Coltivatori diretti): Hanno diritto al congedo per un periodo ridotto (solitamente 3 mesi entro l'anno di vita del bambino).
  • Iscritti alla Gestione Separata INPS: Professionisti senza cassa e collaboratori, con requisiti contributivi specifici.

Lista COMPLETA dei documenti e dati necessari

Per completare la domanda online, non dovrai necessariamente scansionare decine di fogli (molte informazioni sono già in possesso dell'INPS), ma dovrai avere sottomano i seguenti dati:

  1. Credenziali di accesso: SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) di livello 2, CIE (Carta d'Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi).
  2. Dati del bambino: Codice Fiscale del figlio. Se il bambino non è ancora nato (nel caso di domanda anticipata per adozione) o se i dati non sono ancora registrati, dovrai inserire i dati della data di nascita presunta o effettiva.
  3. Informazioni sul rapporto di lavoro: Nome dell'azienda, Partita IVA o Codice Fiscale del datore di lavoro, tipo di contratto (tempo determinato/indeterminato, full-time/part-time).
  4. Dati per il pagamento: Codice IBAN del conto corrente su cui desideri ricevere l'indennità parentale. Il conto deve essere intestato o cointestato al richiedente.
  5. Periodi di congedo: Le date esatte di inizio e fine del periodo di astensione.

Casi particolari

  • Cittadini stranieri: Se sei un cittadino extra-UE, dovrai avere un permesso di soggiorno in corso di validità. L'INPS verificherà la regolarità del soggiorno tramite i database del Ministero dell'Interno.
  • Genitori adottivi o affidatari: Oltre ai dati standard, occorre indicare la data di ingresso in famiglia e la data della sentenza/provvedimento di adozione o affidamento. In questo caso, i limiti di età del bambino per usufruire del congedo decorrono dall'ingresso in famiglia, non dalla nascita.
  • Genitore solo: Se sei l'unico genitore (per decesso dell'altro, mancato riconoscimento o abbandono), hai diritto a una quota maggiore di mesi indennizzati (fino a 11 mesi complessivi).

Tip dell'Esperto: Verifica sempre che il tuo datore di lavoro abbia comunicato correttamente le tue ultime buste paga all'INPS. Se il database INPS non è aggiornato, l'algoritmo potrebbe calcolare un'indennità parentale inferiore a quella spettante o bloccare la pratica.


Guida Passo-Passo Completa

Richiedere il congedo parentale non è più una missione impossibile tra uffici polverosi. La procedura è oggi quasi interamente digitale. Ecco come procedere per non commettere errori.

1. La notifica al datore di lavoro

Prima ancora di interfacciarti con l'INPS, devi parlare con la tua azienda. La legge prevede che tu debba dare un preavviso minimo (solitamente 15 giorni, a meno che il tuo CCNL non preveda tempi diversi, a volte ridotti a 5 giorni).

  • Cosa fare: Invia una mail formale o una raccomandata a mano all'ufficio HR o al titolare, indicando le date di inizio e fine del congedo. Questo passaggio è fondamentale per permettere all'azienda di riorganizzare il lavoro.

2. Accesso al Portale INPS

Vai sul sito ufficiale www.inps.it.

  1. Clicca su "Entra in MyINPS".
  2. Effettua l'accesso con lo SPID, la CIE o la CNS.
  3. Una volta dentro, cerca nella barra di ricerca globale il termine: "Congedo parentale".
  4. Seleziona il servizio: "Congedo parentale - Domanda".

3. Compilazione della domanda

Il sistema ti guiderà attraverso diverse schermate (i famosi "step"):

  • Informazioni Anagrafiche: Controlla che il tuo indirizzo e i tuoi recapiti (cellulare e mail) siano corretti.
  • Selezione Tipo Domanda: Scegli se si tratta di una domanda per lavoratore dipendente, autonomo o gestione separata. Seleziona se si tratta di parto, adozione o affidamento.
  • Dati del Bambino: Inserisci il codice fiscale del piccolo. Se è una domanda per maternità facoltativa o paternità facoltativa post-parto, i dati dovrebbero apparire in automatico se già registrati all'Anagrafe Tributaria.
  • Il Calendario: Questo è il punto più delicato. Dovrai inserire il periodo di congedo. Puoi richiedere il congedo a giorni interi o, se previsto dal tuo contratto, il congedo parentale ad ore.
  • Dichiarazioni di Responsabilità: Dovrai dichiarare se l'altro genitore sta usufruendo del congedo negli stessi giorni e quanti mesi avete già goduto complessivamente.

4. Scelta della modalità di pagamento

Puoi scegliere tra:

  • Accredito su conto corrente bancario o postale.
  • Bonifico domiciliato presso l'ufficio postale (per importi bassi).
  • Accredito su carta prepagata con IBAN.

5. Riepilogo e Invio

Al termine, il sistema ti mostrerà un riepilogo. Rileggi tutto due volte. Una volta inviata, la domanda genera una ricevuta con un numero di protocollo. Scaricala e conservala: è la tua prova legale dell'avvenuta richiesta.

Opzioni alternative alla domanda online

Se non sei un "mago" del computer o non hai lo SPID:

  • Contact Center INPS: Chiama l'803 164 (gratuito da rete fissa) o lo 06 164 164 (da cellulare, a pagamento). Un operatore compilerà la domanda per te.
  • Patronati e CAF: Puoi recarti fisicamente presso un ufficio di assistenza fiscale. Il servizio per l'invio della domanda di congedo parentale è solitamente gratuito o prevede una quota associativa minima. Loro gestiranno tutta la pratica per te.

Costi e Tariffe [2024-2026]

Molti si chiedono: "Quanto perdo in busta paga?". La risposta è cambiata in meglio recentemente. La normativa attuale (Legge di Bilancio 2024 e conferme successive) ha introdotto un aumento temporaneo ma significativo dell'indennità parentale.

Ecco una tabella riassuntiva di quanto percepirai nel 2024 e nelle previsioni per il 2025-2026:

| Periodo di Congedo | Aliquota Indennizzo 2024 | Aliquota Indennizzo 2025/2026 | Note | | :--- | :--- | :--- | :--- | | 1° Mese | 80% della retribuzione | 80% della retribuzione | Entro il 6° anno del figlio | | 2° Mese | 80% della retribuzione | 60% della retribuzione | Salvo proroghe legislative | | Mesi successivi | 30% della retribuzione | 30% della retribuzione | Fino al limite dei 9 mesi totali | | Oltre i 9 mesi | 0% (non indennizzato) | 0% (non indennizzato) | Salvo redditi molto bassi |

Dettagli importanti sull'indennità:

  • I primi 9 mesi: Sono quelli che l'INPS chiama "periodi indennizzabili". In totale, tra madre e padre, si possono avere 9 mesi coperti da indennità (3 per la madre, 3 per il padre, e altri 3 trasferibili tra i due).
  • L'aumento all'80%: Questa misura è rivolta a chi termina il congedo di maternità o paternità obbligatorio dopo il 31 dicembre 2023. È una spinta enorme per incentivare i genitori a stare a casa nel primo periodo di vita del bambino.
  • Soglia di reddito: Oltre i 9 mesi indennizzabili, e fino ai 12 anni del bambino, è possibile percepire il 30% solo se il reddito individuale del genitore è inferiore a 2,5 volte l'importo del trattamento minimo di pensione.

Importante: L'indennità viene pagata generalmente dal datore di lavoro in busta paga, il quale poi la recupera dai contributi che deve versare all'INPS. Per i lavoratori agricoli, i lavoratori dello spettacolo a tempo determinato o gli autonomi, il pagamento avviene invece direttamente dall'INPS tramite bonifico.


Tempistiche

La gestione dei tempi è tutto quando si parla di congedo parentale. Ecco cosa devi sapere per non farti cogliere alla sprovvista.

Quanto dura il congedo?

In totale, i due genitori possono astenersi dal lavoro per un periodo complessivo di 10 mesi (che possono diventare 11 se il padre fruisce di almeno 3 mesi di congedo). Questi mesi possono essere frazionati (a giorni o a ore) o presi continuativamente.

Limiti temporali per la richiesta

  • Fino ai 12 anni del bambino: Puoi richiedere il congedo (non indennizzato o indennizzato al 30% a seconda dei mesi già usati) fino al giorno del dodicesimo compleanno di tuo figlio.
  • Indennità maggiorata: Per avere l'80% o il 60%, devi usufruire del congedo entro i primi 6 anni di vita del bambino.

Tempi di lavorazione dell'INPS

  • Presentazione domanda: La domanda va presentata PRIMA dell'inizio del periodo di congedo. Se la presenti dopo, ti verranno pagati solo i giorni successivi alla data di invio.
  • Accoglimento: Solitamente l'INPS impiega dai 30 ai 60 giorni per processare ufficialmente la domanda, ma se sei un lavoratore dipendente con anticipo in busta paga, l'azienda può procedere non appena riceve la copia della tua ricevuta di invio.

Come velocizzare la procedura

  • Assicurati che il tuo profilo MyINPS sia completo di mail e cellulare per ricevere notifiche istantanee.
  • Usa esclusivamente la procedura online (è molto più rapida del cartaceo tramite patronato).
  • Invia la domanda almeno 20-30 giorni prima della data di inizio, così da dare tempo all'azienda di inserire i dati nei flussi Uniemens.

Domande Frequenti (FAQ)

1. Posso richiedere il congedo parentale contemporaneamente all'altro genitore?

Sì, assolutamente. Entrambi i genitori possono trovarsi in congedo parentale negli stessi giorni per lo stesso figlio. L'unica cosa che non si può fare è "sovrapporre" il congedo parentale con il congedo obbligatorio (maternità o paternità) della stessa persona.

2. Cosa succede se cambio lavoro?

Il diritto al congedo si matura in base al rapporto di lavoro in essere. Se cambi azienda, i mesi di congedo già fruiti presso il precedente datore di lavoro "si sommano" a quelli che potrai chiedere nel nuovo posto. Il massimale di 10/11 mesi è riferito alla vita del bambino, non al singolo contratto.

3. Esiste il congedo parentale per i gemelli?

Sì, e questa è un'ottima notizia: il diritto al congedo parentale spetta per ogni figlio. Se hai avuto due gemelli, i mesi a disposizione raddoppiano (20 o 22 mesi totali).

4. Sono un papà, ho diritto alla paternità facoltativa anche se la mamma è casalinga?

Certamente. Il diritto del padre al congedo parentale è autonomo e non dipende dallo stato occupazionale della madre. Puoi stare a casa con il tuo bambino anche se tua moglie non lavora o è una studentessa.

5. Posso rinunciare al congedo dopo aver fatto domanda?

Sì, ma devi comunicarlo tempestivamente sia all'INPS (tramite la funzione "rinuncia" o inviando una comunicazione tramite il tasto "contatti") sia al tuo datore di lavoro, per evitare pagamenti indebiti che dovresti poi restituire.

6. Posso fare le vacanze durante il congedo?

Il congedo parentale serve per la cura del figlio. Non c'è un divieto di spostamento (come avviene per le visite fiscali in malattia), ma lo spirito della legge è la permanenza con il bambino. Non sono previste "visite fiscali" INPS durante questo periodo.


Problemi Comuni e Come Risolverli

Anche con la migliore guida, la tecnologia può fare i capricci o la burocrazia può incepparsi.

"Il sito INPS mi dà errore durante l'invio"

È un classico. Il portale INPS subisce spesso manutenzioni o sovraccarichi (specialmente nei primi giorni del mese).

  • Soluzione: Prova a cambiare browser (Chrome e Edge sono i più stabili) o prova ad accedere in orari serali o al mattino presto. Pulisci la cache del browser.

"Il datore di lavoro mi nega il congedo"

Il datore di lavoro NON può negare il congedo parentale, poiché è un diritto potestativo del lavoratore. Può solo chiederti di spostare le date se dimostra che la tua assenza creerebbe un pregiudizio gravissimo alla produzione, ma deve comunque garantirti la fruizione del periodo.

  • Soluzione: Se il rifiuto persiste, rivolgiti a un sindacato o a un consulente del lavoro. La legge è dalla tua parte.

"L'indennità in busta paga è più bassa del previsto"

  • Soluzione: Controlla che l'azienda stia applicando le nuove aliquote (80% o 60%). Spesso i software gestionali delle paghe vanno aggiornati manualmente dai consulenti del lavoro dell'azienda. Mostra loro la circolare INPS aggiornata.

Numeri utili e contatti

  • INPS Risponde: Servizio online per inviare quesiti scritti.
  • Numero Verde: 803 164.
  • PEC INPS: Utile per comunicazioni formali (trovi gli indirizzi delle sedi provinciali sul sito).

Consigli Pratici dell'Esperto

Dopo anni di analisi delle normative e gestione di pratiche, ecco alcuni consigli che non troverai nei manuali ufficiali:

  1. Strategia dei Ponti: Se utilizzi il congedo per "coprire" periodi vicino a festività (es. dal lunedì al giovedì e il venerdì è festa), sappi che se chiedi il congedo dal lunedì al venerdì successivo includendo il weekend, anche il sabato e la domenica verranno conteggiati come giorni di congedo parentale (consumando il tuo plafond di mesi), a meno che tu non riprenda effettivamente il lavoro tra un periodo e l'altro.
  2. Usa il Congedo ad Ore: Se la tua azienda lo permette, il congedo orario è una manna dal cielo. Ti permette di uscire 2 ore prima ogni giorno per andare a prendere il bambino a scuola, senza "bruciare" intere giornate di lavoro e mantenendo un reddito quasi pieno.
  3. Controlla il "Cassetto Previdenziale": Almeno una volta all'anno, entra nel tuo profilo INPS e controlla l'estratto conto contributivo. Verifica che i periodi di congedo siano accreditati come "contribuzione figurativa". Questo è fondamentale per la tua pensione futura!
  4. L'accordo con l'altro genitore: Sedetevi a tavolino con un calendario. Calcolate chi tra i due ha lo stipendio più alto e chi ha più flessibilità. A volte conviene che il primo mese (all'80%) lo prenda chi guadagna di più per massimizzare il rientro economico familiare.
  5. Evita il "fai-da-te" se hai situazioni complesse: Se hai più rapporti di lavoro part-time contemporanei o se sei un lavoratore stagionale, la domanda è più complessa. In questi casi, un passaggio da un patronato ti farà risparmiare tempo e potenziali errori.

Conclusione

Siamo arrivati alla fine di questa lunga immersione nel mondo del congedo parentale. Abbiamo visto che, nonostante la complessità burocratica iniziale, gli strumenti digitali messi a disposizione dall'INPS rendono la procedura accessibile a tutti.

Ricorda i punti chiave:

  • Hai diritto a un totale di 10 o 11 mesi entro i 12 anni del bambino.
  • L'indennità parentale per i primi mesi è stata potenziata (80% nel 2024), rendendo la maternità facoltativa e la paternità facoltativa molto più sostenibili economicamente.
  • Il preavviso al datore di lavoro è obbligatorio (15 giorni).
  • La domanda va fatta online sul sito INPS tramite SPID/CIE.

Il prossimo passo consigliato? Prendi il calendario e il codice fiscale di tuo figlio. Entra nel portale MyINPS e inizia a familiarizzare con la procedura. Non aspettare l'ultimo momento: pianificare il congedo significa vivere la genitorialità con meno stress e più consapevolezza.

Il tempo passato con i propri figli è un investimento che non ha prezzo, e gli strumenti legislativi odierni sono lì proprio per permetterti di farlo senza sacrificare la tua sicurezza professionale. In bocca al lupo per questa meravigliosa avventura!

Disclaimer: Le informazioni contenute in questo articolo sono aggiornate al 2024. Poiché la normativa italiana è soggetta a frequenti cambiamenti (specialmente con le Leggi di Bilancio annuali), ti consigliamo di verificare sempre eventuali novità sul sito ufficiale dell'INPS o presso un consulente abilitato.

congedo parentalematernità facoltativapaternità facoltativaindennità parentale

Scritto e verificato da

Redazione Guide Pratiche Italia

Il nostro team editoriale è specializzato nella semplificazione delle procedure burocratiche italiane. Ogni guida viene verificata attraverso fonti istituzionali ufficiali.

Ultimo aggiornamento: 3 febbraio 2026Politica editoriale

Condividi questa guida

Ti è stata utile questa guida?

Condividila con chi potrebbe averne bisogno!